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Ma cosa fa un Demand Planner?

Quanti ingegneri gestionali hanno mai pensato di indirizzarsi su attività logistiche relative alla gestione delle previsioni di vendite?
 
Ebbene sì: sono sempre più numerose le aziende che ricercano e poi inseriscono all’interno della propria Supply Chain figure come quella del “Demand Planner”. Ma cosa fa nello specifico un Demand Planner?
 
 
Bisogna fare innanzitutto una dovuta distinzione tra i vari settori in cui tale figura viene inserita. Questo perché il Demand Planner in primis è colui che svolge attività di previsione di vendita con relativa gestione di promozioni sui prodotti. Ma tale previsione, come la conseguente attività promozionale da attivare, è strettamente connessa al tipo di prodotto venduto: se tecnologico, appartenente al mercato del luxury, del fast consumer goods dall’healtcare al food&beverage.
 
L’attività previsionale infatti cambia, si costruisce e si modifica in base alla shelflife del prodotto, ossia in base alla “durata” dello stesso dal momento della produzione fino alla vendita, periodo nel quale è necessario che tutte le qualità del prodotto siano mantenute intatte. È facile comprendere che un televisore abbia una shelflife differente, se non superiore, rispetto ad una crema al cioccolato, e che quest’ultima ne abbia una ancora diversa rispetto ad un prodotto stagionato o uno spray antizanzare.
 
Attualmente – spiega la dott.ssa Sefora Fasano di Future Manager Recruitment – il ruolo di Demand Planner si sta specializzando sempre di più, soprattutto perché le attività seguite sono molto specifiche e vanno oltre la gestione degli stock a livello di magazzino, in quanto l’attività previsionale implica il costante rapporto con le altre funzioni aziendali legate al trade marketing, sales, customer service, produzione e centro di distribuzione stesso, monitorando anche le vendite in base a analisi di mercato e benchmarking”.
 
A volte la difficoltà delle aziende è quella di trovare una persona con competenze specifiche maturate su attività di forecasting di breve, medio e lungo periodo per canale e per prodotto, trovando invece sempre più spesso profili dalle competenze più vaste e maturate in modo esteso all’interno della Supply Chain.
 
In questo caso il consiglio è quello di specializzarsi su un ruolo che richiede tanta capacità organizzativa, sensibilità al dato numerico nonché attitudine al problem solving in momenti di criticità (over stock o stock out), il tutto condito da una forte propensione alle relazioni interpersonali, da mantenere costanti all’interno del gruppo interfunzionale.
 
Ci sono tanti generalisti, pochi Demand Planner specializzati sul ruolo: avanti tutta!

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