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University of Oxford: stop alla discriminazione

Accusata di essere troppo “inclusiva”, l’Università di Oxford ha dovuto modificare radicalmente la propria visione aziendale, allineandosi agli altri atenei di eguale importanza.

In particolare, dalle mura dell’istituto verranno tolti alcuni dei ritratti storici dell’elitè bianca, facendo spazio ad eroi/eroine del femminismo, del mondo omosessuale e della popolazione nera, icone che hanno sostanzialmente modificato il pensiero e la cultura di tutto il mondo occidentale.

Come scrive il Corriere della Sera, il primo nuovo volto è quello di Libby Lane, la prima donna che venne nominata vescovo della Chiesa d’Inghilterra.

A questi, nel corso dei prossimi mesi, ad un prezzo di 900 sterline l’uno, verranno inseriti altri ritratti: Sir Hugh Springer, Ved Mehta, Mary Fairfax Somerville e, dulcis in fundo, Lucy Banda Sichone, una delle più grandi attiviste per i diritti umani.

Naomi Wolf, importante giornalista, ex studentessa ed ex consulente dell’amministrazione Clinton, ha dichiarato che l’obiettivo è quello di offrire dei punti di riferimento a tutti i ragazzi dell’ateneo, indipendentemente dalla loro origine: “Quando camminavo per i prestigiosi corridoi e vedevo intorno a me solo ritratti di uomini bianchi appesi alle pareti mi era difficile immaginare di poter avere un posto nella storia“.

 

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