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La 4ª rivoluzione industriale e l’azienda 4.0

Ebbene sì, siamo prossimi alla 4ª rivoluzione industriale!

 

Ad oggi, nel mondo occidentale, abbiamo assistito a 3 rivoluzioni industriali:

 

  • la prima che viene datata nel 1784 e ricondotta alla nascita della macchina a vapore, è quella nella quale l’uomo ebbe per la prima volta la possibilità di meccanizzare la produzione attraverso lo sfruttamento dell’energia data da acqua e vapore;
  • la seconda viene fatta risalire al 1870 con l’avvio della produzione di massa e la diffusione dell’elettricità, ma anche la nascita del motore a scoppio e la scoperta del petrolio come fonte di energia;
  • la terza del 1970, dove la nascita dell’informatica applicata all’elettronica consente di incrementare i livelli di automatizzazione.

e infine la 4ª rivoluzione, il cui processo è tuttora in atto.

 

La prima volta che il termine Industria 4.0 venne utilizzato fu durante un convegno alla Fiera di Hannover nell’ottobre 2012. È proprio in quell’occasione che ci fu la presa di coscienza di un processo in atto: Big Data (ancora loro!), Open Data, Internet Of Things, Cloud Computing,… per la prima volta si parlò di utilizzo dei dati, potenza di calcolo, connettività, centralizzazione e conservazione delle informazioni, tutti argomenti che hanno gettato le basi per una nuova modalità di approccio al mondo del lavoro e della produzione.

 

Come le rivoluzioni precedenti, siamo in attesa dell’atto fondante che ne dichiarerà a tutti gli effetti la sua nascita, ma certamente già da qualche anno si sta realizzando un nuovo modo di “fare le cose”.

 

Machine learning, macchine che perfezionano il loro funzionamento lavorando, ovvero raccogliendo dati sulla loro performance e ottimizzando di conseguenza processi e resa; la possibilità attraverso interfacce touch sempre più user friendly e occhiali speciali di godere dell’esperienza della realtà aumentata per incrementare le prestazioni della propria attività; la manifattura a stampa 3D che garantisce in tempi rapidi il passaggio dal digitale al reale, sono solo dei piccoli step che ci preparano ad un assaggio del futuro, ma che soprattutto ci conducono a dover fare una riflessione su quelli che saranno gli impatti di tale rivoluzione sul mercato del lavoro.

 

E’ chiaro che una sempre maggior automatizzazione porterà impatti negativi sull’occupazione, là dove questa popolazione non saprà cambiare la propria pelle acquisendo nel proprio DNA competenze ritenute fino a qualche tempo fa “specialistiche”: conoscenza della lingua inglese, basi di programmazione, capacità di interazione e sfruttamento della potenza di calcolo, ma anche capacità di problem solving applicata alla tecnologia in generale.

 

Che la 4ª rivoluzione industriale abbia finalmente inizio, allora!

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