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L’estate del riscatto

Riscatta la laurea gratis” è la campagna che più sta facendo discutere i giovani laureati ed i politici in questa calda estate italiana.

 

L’hashtag #riscattalaurea che accompagna le migliaia di foto pubblicate su Facebook e su Twitter è ormai diventato trend topic. Tutto è nato dall’iniziativa spontanea di un gruppo di studenti di Roma e Napoli che hanno iniziato a parlare di riscatto gratis degli anni della laurea per tutti. I rappresentanti di questo coordinamento, spinti dai migliaia di “Like” raccolti in pochi giorni, sono riusciti a parlare della proposta con alcuni capi dipartimento del Ministero dell’Istruzione.

Una proposta che consentirebbe a chi è laureato di conteggiare gli anni passati nelle aule universitarie come se avesse lavorato e pagato regolarmente i contributi. Un conteggio che permetterebbe di anticipare la pensione o di godere di un assegno più sostanzioso in età pensionabile.

 

L’idea ha destato l’interesse anche del Governo, tanto da riuscire a far convocare probabilmente nei primi giorni dopo la pausa estiva un tavolo tecnico per studiare concretamente come attuarla.

Difatti, oggi come oggi, il riscatto della laurea è davvero molto costoso. Un ragazzo di 27 anni e un anno di contributi, con un reddito che si aggira attorno ai 22mila euro, dovrebbe versare per ottenere il riscatto di quattro anni una cifra di poco superiore ai 29mila euro. Cifre che si raddoppiano nel caso di un 40enne con 11 anni di anzianità contributiva e un reddito pari a 35mila euro, per cui dovrebbe teoricamente versare circa 65mila euro (dati indicativi).

 

Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha recentemente spiegato che la proposta del riscatto della laurea è interessante, soprattutto perchè è intenzione del governo di tornare ad occuparsi dei giovani e del loro inserimento occupazionale già a partire dalla prossima legge di stabilità.

Recentemente sul quotidiano “la Repubblica”, Baretta ha ipotizzato come si potrebbe concretizzarla. Ad esempio, chi potrà usufruire del riscatto gratis? Secondo il sottosegretario, i nati tra il 1980 e il 2000 regolarmente iscritti a un corso di laurea. Esclusi, quindi, tutti coloro che si sono già laureati, perché rendere il riscatto retroattivo graverebbe troppo sulle casse dello Stato. Si potrebbero invece graduare i costi per alleggerire il riscatto di chi si è laureato in passato.

 

Queste sono solo ipotesi, vedremo a settembre come effettivamente si evolveranno. Certamente la discussione animerà il dibattito politico autunnale. Vista l’importanza – vera o presunta che sia – dell’ottenere una laurea per migliorare l’inserimento nel mondo del lavoro di un giovane e di conseguenza l’economia del Paese, sembra giusto che lo Stato investa sul futuro dei giovani assumendosi anche l’onere di pagare i contributi figurativi degli anni di studio.

 

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