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Il coraggio di essere umani

“One of the most important lessons of life is to learn independence: understanding freedom , which means liberation from attachment , from the results, opinions and expectations”

Brian Weiss

L’8 marzo, com’è noto, è una giornata molto particolare, dedicata a quel mondo femminile che, per secoli, ha dovuto combattere e versare sangue al fine di ottenere una naturale indipendenza. Generalmente, anche se non del tutto esatto (la data è infatti simbolica), questa ricorrenza viene associata al tragico incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911. In quel terribile sabato persero la vita 146 persone, 123 delle quali erano donne. L’evento ebbe una risonanza incredibile: dal sangue di quei coraggiosi lavoratori (uomini o donne che fossero), iniziò un lento percorso legislativo del tutto nuovo, volto a migliorare le condizioni di lavoro, allora disastrose, e a garantire quei diritti fondamentali che, fino ad allora, erano stati negati al mondo femminile.

 

Ancora oggi, nonostante la situazione sia notevolmente migliorata, milioni di incredibili donne si battono ogni giorno per essere considerate al pari degli uomini. Gli ultimi dati Istat sono impietosi: il capitale umano in Italia, infatti, conta un dato medio lavorativo di 435mila uomini contro 231mila donne. La stessa Istat spiega che la statistica è stata calcolata in base alle differenze di remunerazioni esistenti tra il mondo maschile e femminili e al minor numero di donne che lavorano nell’arco della loro vita.

 

La realtà è che, al di là del fatto che stiamo vivendo un periodo storico in cui la libertà, almeno per quel che riguarda il mondo occidentale, è la principale fonte di vita ed ispirazione, il nostro Paese resta ancora (in parte) ancorato alla logica maschilista, quella per cui, ad esempio, una bella ragazza non può uscire di casa un po’ “scollata” in quanto tacciata di prostituzione (giusto per non essere volgari).

 

D’altro canto, sono state tante le donne che, con coraggio e dedizione, hanno cambiato il corso della storia, aprendo le porte ad una battaglia che, fino a pochi secoli fa, non era neppure immaginabile. Noi di Future Manager, grazie anche all’approfondimento condotto da Blogo.it, vogliamo rendere onore ad alcuni di questi incredibili personaggi, elencandoli uno per uno:

 

Madre Teresa di Calcutta (1910-1997) ed il suo incredibile coraggio dimostrato tra la popolazione più povera della regione

 

Rita Levi-Montalcini (1912-2009), Premio Nobel per la medicina nel 1986

 

Marie Curie (1867-1934), Premio Nobel per la Scienza e prima insegnante donna alla Sorbona

 

Evita Peron (1919-1952), Leader Spirituale della Nazionale Argentina, dedita per tutta la vita ai propri ideali

 

Gertrude Stein (1874-1946), scrittrice statunitense e precursore dell’arte moderna

 

Caterina De Medici (1519-1589), regina di Francia e moglie di Enrico II, famosa per la battaglia contro le guerre di religione

 

Anna Eleanor Roosevelt (1884-1962), la prima First Lady americana a difesa dei Diritti Civili

 

Maria Montessori (1870-1952), importante pedagogista, autrice di una vera e propria rivoluzione educativa, tanto che il suo metodo formativo è ancora oggi il più utilizzato

 

Samantha Cristoforetti (1977- ), prima donna italiana lanciata nello spazio con l’Agenzia Spaziale Europea

 

Indira Gandhi (1917-1984), politica indiana ed instancabile sostenitrice del proprio popolo. Venne uccisa a causa di un attentato nei suoi confronti.

 

Certo, si tratta di un breve elenco che non rende giustizia alle milioni di donne che hanno combattuto e che combattono tuttora nelle zone periferiche del mondo. Tuttavia. esso cerca di dimostrare lo spirito e la tenacia di queste grandi donne che hanno lottato per la libertà e l’indipendenza. Insomma, citando un giovane cantautore Italiano, si tratta di “esseri umani che hanno il coraggio di essere umani“.

 

Donne, per l’appunto, non cose.

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