Manager & Imprenditori: storie di successo

Intervista a Maurizio Vannucchi

Attivo da più di 500 anni, il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano è un punto di riferimento importante nel mondo ingegneristico e architettonico grazie a tutta una serie di servizi che incrementa la formazione nel settore.

 
Noi di Future Manager abbiamo intervistato Maurizio Vannucchi,Vannucchi consigliere e coordinatore dell’attività didattica e formativa del Collegio e membro aggregato alla Commissione Esami di Stato presso la facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano.
 
Buongiorno Dottor Vannucchi. Quando nasce il Collegio?
Buongiorno a voi. Il Collegio degli Ingegneri e Srchitetti di Milano nasce il 16 dicembre 1563 attraverso un’ordinanza del governo spagnolo per riconoscere l’ente al quale dovevano necessariamente essere iscritti ingegneri e architetti.
 
Che differenza c’è tra il Collegio e l’Ordine degli Ingegneri?

Sono due enti distinti. L’ordine è l’ente istituzionale mentre il Collegio è un’associazione culturale con un proprio statuto e avente come obiettivo la diffusione della conoscenza della tecnica nel nostro settore di competenza.

 
Che tipo di attività proponete?

Ci occupiamo prevalentemente di informazione. Durante l’anno organizziamo 70-80 giornate tra corsi, eventi e seminari in modo tale da rilasciare Crediti Formativi, fondamentali per la carriera degli ingegneri. Nel 2015, per darvi un dato ufficiale, abbiamo rilasciato 8500 crediti a quasi 1000 colleghi. I corsi spaziano in tutti gli ambiti dell’ingegneria, dalla sicurezza alla meccanica acustica. A breve, ci approcceremo anche a settori innovativi quali la bio-ingegneria e il settore dell’aeronautica. Inoltre, organizziamo delle visite tecniche e culturali. Per esempio tra pochi giorni andremo a Napoli a vedere i nuovi scavi di Pompei ed i reperti di navi romane ritrovate in alcune stazioni della metropolitana.

 
Quali sono i vostri mezzi di diffusione?

Bè, innanzitutto produciamo il  Giornale dell’Ingegnere in cui scrivono i professionisti dei vari settori affrontando approfondimenti di carattere tecnico, politico e sociale. Il nostro non è un giornale d’attualità e non riportiamo notizie dell’ultim’ora. E’ un servizio molto importante, in quanto viene costantemente inviato a 25 mila ingegneri.Inoltre, al di là del giornale proponiamo ogni quindici giorni una newsletter che inviamo a quasi dieci mila soggetti.  La newsletter è in forma digitale e riporta le notizie più fresche, aggiornamenti di norme, nuovi progetti ee così via.

 
Che tipi di servizi proponete ai giovani?

Intanto abbiamo chiesto a tutte le facoltà di ingegneria di mettersi a disposizione affinchè il collegio venga conosciuto in tutta Italia. La nostra associazione non ha scopo di lucro ma può fare rete, importantissima per coltivare opportunità. Per quanto riguarda i servizi, favoriamo l’iscrizione al nostro collegio con tariffe agevolate e che consentono di avere un ulteriore riduzione sulle quote in modo tale che chi si iscrive al collegio abbia un impatto economico pressochè nullo.

 
Cosa ne pensa del mercato del lavoro per i giovani che si stanno laureando in Ingegneria? 

Lavorando al Politecnico di Milano, sono molto attento al mondo dei giovani. Appena vi è la possibilità, si cerca di segnalare qualche nominativo da proporre alle aziende con un contratto di tirocinio: se poi il ragazzo dimostra le sue potenzialità, le possibilità che venga successivamente assunto sono elevate.

 
Un consiglio da dare ai giovani laureandi/laureati?

Accettare trutto quello che viene fuori. L’importante è mettere il piede nel mondo lavoro, poi le cose possono cambiare repentinamente. Dico questo riferendomi non tanto ad un discorsco economico bensì lavorativo. Una volta un’azienda mi aveva chiesto un neolaureato da usare in un cantiere di demolizione, io ne proposi tre: due si lamentarono affermando che, essendo laureati,  avrebbero meritato una posizione migliore. Questo secondo me è un approccio sbagliato. Il terzo ragazzo, invece, mi ha ringraziato ben due volte perchè torna a casa tutte le sere sorridendo, in quanto è entrato in contatto con realtà affini al proprio corso di laurea

 
Per quanto riguarda i vostri progetti futuri?

Ovviamente diffondere sempre di più la conoscenza delle nostre attività ed aumentare il numero dei soci iscritti al collegio offrendo una serie di specifiche convenzioni sia per quanto riguarda attività di tipo professionale sia ludica e familiare.

 
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