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Ministro Poletti: Pronti per il Social Act

Poletti Lavoro
 
Mentre l’Italia fatica a riprendersi dalla peggior crisi economica degli ultimi tempi, all’interno delle istituzioni prosegue lo snervante scontro tra maggioranza e opposizione per quel che concerne la riforma del lavoro.
 
Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e del Welfare, ha ribadito in un’intervista al Corriere della Sera la linea tracciata dal Governo Renzi, affermando come l’attuale esecutivo rappresenti l’unico nella storia del Paese ad avere un piano contro la povertà e la disoccupazione.
 
Secondo il Ministro, negli ultimi vent’anni la società è vissuta nella paura, ponendo l’attenzione esclusivamente sulla difesa di ciò che già si possedeva, favorendo così le rendite. «La sinistra» afferma Poletti «ha spesso mancato il risultato, dimenticandosi della promozione delle opportunità».
 
La nuova proposta è quella del Social Act, un aiuto alle famiglie più povere con figli minorenni. In sostanza, il cittadino prende un impegno con i contribuenti che lo sostengono, siano essi regioni, comuni, associazioni di volontariato e così via. Il concetto è semplice: se gli offrono un impiego, lo deve fare, che sia portare i bambini a scuola o altro.
 
Allo stesso modo, citando le parole del Ministro pubblicate dal Corriere della Sera “tutti i soggetti pubblici che hanno una responsabilità dovranno collaborare tra loro e con sindacati, imprenditori, no profit. Costruiremo un’infrastruttura unica per valorizzare l’immenso potenziale di 300 mila associazioni”.
 
D’altro canto, prosegue la serrata opposizione del Movimento 5 Stelle.
 
Alessandro di Battista, intervenuto alla trasmissione di La7 “L’aria che tira” condotta da Mirta Merlino, conferma la posizione del movimento nei confronti dei provvedimenti legiferati in ambito occupazionale: “Da quando io sto in Parlamento il Governo ha approvato sei norme a favore delle banche e nessuna a favore dei cittadini maggiormente in difficoltà. Penso, per esempio, ai pensionati minimi, agli studenti che non hanno lavoro quando escono, ai 50enni che se vengono licenziati si ammazzano”.
 
Nel frattempo, l’Inps ha rilevato un preoccupante rallentamento per quanto riguarda il flusso delle assunzioni. In particolare, i nuovi contratti a tempo indeterminato sono calati, rispetto allo stesso mese nel 2015, del 39,5%.

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