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L’empatia, l’ingrediente principale per il successo

Il termine “empatia“(dal greco empatéia, sentire dentro) indica la capacità di comprendere lo stato d’animo altrui, di mettersi nei suoi panni e condividerne gioie e sofferenze.

Essa rappresenta una caratteristica importante dell’animo umano, una fonte di altruismo inesauribile che rende possibile la realizzazione di progetti meravigliosi.

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Si pensi, banalmente, ai lungometraggi che prendono in considerazione il rapporto uomo-intelligenza artificiale: il tema principale di questi film (per esempio, ex-machina) riguarda proprio la differenza sostanziale caratterizzata dalla presenza o meno dell’empatia. Della serie: l’unione fa la forza.

 

In ambito lavorativo, il concetto dell’empatia risulta ancora più essenziale: non ci si trova più solo a dover comprendere l’amico in un periodo di difficoltà, bensì si tratta di costruire una rete sociale salda, onesta e concreta affinché tutti i membri dell’azienda possano superare gli ostacoli che, prima o poi, dovranno affrontare, e tornare operativi al massimo della propria energia, dando così un impulso positivo all’impresa e al rapporto con i propri colleghi.

Il sentimento della felicità, infatti, non dev’essere sottovalutato. Si faccia attenzione, l’ufficio non è un “parco giochi” e la serietà nel compiere il proprio dovere giornaliero risulta il fattore al gradino più alto della scala.

D’altro canto, siamo esseri umani e, in quanto tale, proviamo sentimenti, emozioni, periodi speciali e periodi di crisi in base alla nostra vita quotidiana.

Riprendendo anche un articolo pubblicato sul portale Enterprise,  essere in grado di gestire un rapporto empatico verso il prossimo significa realizzare che, in fondo, le altre persone presentano, in varie forme scatenanti, le nostre stesse caratteristiche, le nostre stesse paure, le nostre stesse insicurezze: insomma, il pensiero di non essere abbastanza un gamba da raggiungere il proprio obiettivo.
 
Ebbene, “mettersi nei panni” degli altri crea una connessione di fiducia e lealtà, un velo di sicurezza che sembra affermare “io ti capisco, non ti preoccupare“. E ciò, al di là di tutte le considerazioni che si possono fare nei confronti del profitto aziendale, rappresenta un tesoro inestimabile da difendere ad ogni costo.

La cooperazione e la sintonia sconfiggono, difatti, i pericoli più nocivi: l’orgoglio e l’individualismo.

Considerando poi il fatto che passiamo la maggior parte del nostro tempo insieme ai propri colleghi, è ovvio che l’ufficio si trasformi in una sorta di seconda casa, condivisa con altri esseri umani prima ancora che risorse.
 
Il lavoro, in sintesi, è una questione di gioco di squadra: si vince insieme, si perde compatti, ci si rialza dando una pacca sulla spalla.
 
E, riprendendo la celebre frase di Raoul Follereau, noto giornalista e poeta francese:

La vostra felicità è nel bene che farete, nella gioia che diffonderete, nel sorriso che farete fiorire, nelle lacrime che avrete asciugato.”

 

 

 

 

 

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