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Tu puoi vivere il tuo sogno

Ieri, Lunedì 25 Aprile, si celebrava l’anniversario della festa di liberazione nazionale dal dominio Nazi-Fascista, avvenuta nel 1945. Di li a poco sarebbe nata la nuova Repubblica Democratica, fondata principalmente sui valori del lavoro e della famiglia.

Oggi, 71 anni dopo, la situazione impiegatizia non è delle migliori, nonostante negli ultimi mesi si sia verificato un piccolo ma incoraggiante incremento, sopratutto per quel che riguarda il mondo giovanile.

Ci stiamo provando, su questo non c’è dubbio. Al di là dei “battibecchi” tra vari politici, il focus è sempre e comunque concentrato sulla salvaguardia della fascia più a rischio di disoccupazione, i giovani laureati che, dopo aver terminato il percorso formativo, faticano ad entrare nel mondo del lavoro.

I ragazzi, fortunatamente, non perdono mai la speranza, continuando a coltivare i propri sogni nonostante tutto e tutti.

Vanity Fair, per esempio, ha pubblicato un interessante articolo riguardo il tipo di lavoro ideale per gli Italiani. Secondo una ricerca sviluppata per il Randstad Award, il 58,8% degli intervistati (circa 7000 persone) ha ammesso di voler entrare a far parte del mondo del Fashion Luxury. Seguono, a ruota, il settore dei media (58.4%) e dell’elettronica (56,9%).

Lo stesso sondaggio, poi, è andato a verificare in quale aziende questi 7000 italiani vorrebbero lavorare (ovviamente nei termini di un universo ideale). In particolare, le tre multinazionali prese di mira sono:

  • Ferrero (76.5%)
  • Apple (75,4%)
  • Maserati (72.3%) 

Insomma, al di là della crisi economica che sembra torturarci giorno dopo giorno, i giovani del nostro Paese restano costantemente degli eterni ottimisti, qualità importantissima per veicolare un’immagine positiva e concreta rispetto ai problemi di oggi.

Alzarsi alle 6 del mattino, andare a lavorare (magari gratuitamente), proseguire il percorso scelto e candidarsi per posizioni che, magari, non hanno nulla a che vedere con quei settori dei sogni di cui abbiamo parlato poc’anzi: queste, ed altre, sono caratteristiche a dir poco dignitose per il nostro popolo.

Restare con le mani in mano, d’altronde, non fa parte della nostra indole, nonostante gli altri Paesi Europei ci considerino una nazione alla mercè delle grandi potenze mondiali. La realtà è ben altra: lo spirito italiano, unico ed inimitabile, è stato ed è necessario per portare avanti quei sani principi che, piano piano, sembrano scomparire: il coraggio, il talento, la solidarietà.

L’editoriale di oggi non punta ad un discorso ironico, testardo o polemico. Oggi è il 26 Aprile e, come è importante tenere in piedi il ricordo di una giornata storica quale quella di ieri, è altresì fondamentale ricordarsi che tutt’ora, in questo preciso momento, anche grazie a quel momento storico, milioni di Italiani sono dinanzi alla propria scrivania con tutta la stanchezza e lo stress post-vacanza (vacanzina, nel caso specifico) del caso, ma anche con la consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie passioni.

E, riprendendo un celebre video:

“Io non so quale sia il tuo sogno. Non importa quanto possa essere stato deludente, ne quanto tu ci abbia provato, perché quel sogno che è nascosto nella tua mente, è possibile”.

Non dimenticatelo mai. 

 

 

 

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