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BareggiART 2016: l’arte veicola idee

In Italia, troppo spesso, si sente affermare da professori emeriti del settore che “con la cultura non si mangia“.

Le “imprese di idee“, invece, esistono eccome: sembra una terminologia strana, ma è l’unico nome che si può assegnare a chi, ogni giorno, cerca di reinventare se stesso e ciò che veicola, esprimendolo attraverso forme d’arte mozzafiato, le quali avrebbero bisogno di una sovvenzione economica di tutto rispetto.

BareggiArt nasce proprio da queste considerazioni: l’arte è una forma di espressione e, come tale, va conservata ed incoraggiata.

Il progetto prende vita nel 2013 da un’idea avuta da sette giovani intraprendenti: Francesca, Mara, Federica, Giulia, Fabiana, Chiara e Valentina.

Grazie ad un bando comunale presentato dall’assessorato alle politiche giovanili di Bareggio, piccolo paese alle porte di Milano, esclusivamente dedicato a giovani privati, le ragazze hanno presentato la propria iniziativa denominata “L’arte veicola idee”.

Il progetto, approvato grazie alla vittoria del concorso, ha permesso dunque di mettere in piedi un’iniziativa unica nel panorama dell’hinterland milanese. 

L’evento, la cui seconda edizione si è tenuta ieri domenica 22 maggio, ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini tra bambini, ragazzi ed adulti, impegnati nella realizzazione concreta delle proprie idee.

Francesca Modaffari, una delle responsabili organizzative della giornata, racconta quelle che sono le forme d’arte presentate nell’arco dell’intera giornata:

“Noi proponiamo diverse forme d’arte, andiamo dalla musica, alla danza, al teatro, alla giocoleria, a piccole creazioni artigianali, workshop sulla fotografia e tanto altro”.

Alla domanda sul senso dell’iniziativa, Francesca risponde come il principale obiettivo sia quello di mettere l’arte a disposizione di tutti, non un lavoro fine a se stesso ma un momento di condivisione ed un pretesto per unire i cittadini attorno a qualcosa, appunto, di concreto.

Inoltre, Bareggio risulta essere uno dei pochi comuni impegnati in attività di questo genere, momenti di aggregazione culturale che non vanno in alcun modo presi sotto gamba.

Difatti, in un momento difficile come quello di oggi, in cui sembra mancare uno stimolo interiore di creatività sostituito dalla logica del denaro e dell’occupazione, per così dire, “classica”, e dove si combatte la cosiddetta “guerra tra poveri”, un evento come quello realizzato dalle sette giovani ragazze rappresenta uno spunto per una società più unita, che fa dell’aggregazione culturale un punto di estrema forza e che sembra urlare a squarciagola: “noi non ci arrendiamo“.

 

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