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Festa dei lavoratori: nel nome della dignità

Il primo maggio di ogni anno si celebra la festa dei lavoratori, una ricorrenza in nome delle battaglie e dell’impegno delle fasce più deboli per ottenere più rispetto in ambito economico e sociale.

Ma da dove deriva questa particolare manifestazione? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Il 5 settembre 1882, il Knights of Labor (una delle più importanti organizzazioni dei lavoratori americani) organizza uno sciopero generale a New York per sostenere le fondamenta di una società più civile e rispettosa nei confronti dei migliaia di operai che, conseguentemente alla rivoluzione industriale e al rapido sviluppo del sistema capitalistico, erano costretti a lavorare in condizioni disastrose. 

La manifestazione del 1882 apre le porte ad una serie di reazioni da parte dei lavoratori di tutto il mondo.

L’evento più eclatante avviene il 3 maggio 1886 a Chicago: gli operai di una delle fabbriche agricoli più importanti ai tempi, la McCormick, si appostarono dinanzi all’ingresso per protestare contro il maltrattamento e il carico di lavoro eccessivo (ricordiamo che, in quegli anni, gli impieghi duravano sino alle 12-13 ore al giorno). La reazione delle autorità, per sgomberare la zona, fu brutale: i poliziotti spararono sui manifestanti uccidendone due.

Il culmine, tuttavia, fu raggiunto il giorno successivo, quando una bomba lanciata da una traversa provocò la morte di sei poliziotti e contribuì ad una sparatoria repressiva.

Le conseguenze dell’evento portarono all’impiccagione di alcuni leader anarchici, accusati senza alcuna prova di aver causato l’incidente.

Sono loro, i cosiddetti “Martiri di Chicago“, a modificare l’atteggiamento culturale nei confronti del lavoro da parte degli operai di tutto il mondo: il primo maggio del 1890, su indicazione della Seconda Internazionale, venne celebrata la giornata mondiale dei lavoratori, uno sciopero generale per richiedere le famose otto ore di lavoro e per ricordare i martiri caduti.

E per quanto riguarda l’Italia? Ebbene, anche il nostro Paese fu protagonista di un evento terribile, guarda caso proprio il primo di maggio del 1891. A Roma, infatti, una manifestazione organizzata dalle principali sigle sindacali portò ad uno scontro che causò morti, feriti e numerosi arresti.

A questo punto, l’anno successivo, il 1892, l’Internazionale rese permanente la celebrazione del primo maggio in nome dei lavoratori oppressi in tutto il mondo.

Oggi, nel 2016, anche grazie al coraggio e all’impegno di donne e uomini coraggiosi, la situazione è diversa: imprenditori e dipendenti, infatti, nella maggior parte dei casi, vivono un rapporto sereno e rispettoso, fondato su principi sani di collaborazione reciproca.

In fondo, i pilastri su cui si fonda un modello di società liberale è proprio questo:, una partecipazione collettiva, un gruppo di persone (prima ancora che capitali) aventi lo scopo di portare avanti idee e progetti, aiutando così il Paese nello sviluppo di un’economia sana ed efficace.

 

 

 

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