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Laureati in Medicina: l’85,1% trova lavoro prima dei 28 anni

 
Giovani dottori
 

L’Osservatorio internazionale della salute ha reso noti i dati dell’inchiesta “Chi ci curerà nel 2020?” favorendo così un clima positivo nel settore medico-sanitario.

 

Secondo L’OIS, infatti, l’85,1% di coloro che completano il percorso universitario nelle facoltà di medicina, trovano lavoro entro i 28 anni. 

 

“Il profilo tipo che emerge utilizzando modelli statistici avanzati” afferma Annalisa Cicerchia, membro del Comitato Scientifico, “è quello di un giovane medico che inizia a lavorare prima dei 28 anni, aspira ad entrare in una struttura ospedaliera o in una clinica, oppure a svolgere attività di divulgazione medica e scientifica”.

 

Per quanto riguarda il profilo sociale, l’inchiesta presenta alcune considerazioni da tener presente. Innanzitutto, il rapporto svela che solo il 4,7% dei neo-laureati decide di trasferirsi all’estero per cercare un impiego, preferendo restare entro i confini nazionali.

 

Inoltre, il 37.7% dichiara di aver svolto attività di volontariato, considerandole esperienze che possano completare la propria formazione professionale.

 

Come si legge dal documento ufficiale, le nuove generazioni di medici risultano essere molto più dinamiche rispetto alle precedenti, prediligendo il lavoro in ospedale per dedizione e spirito di servizio anzichè per un discorso di tipo economico.

 

L’87,5% di questi ragazzi, oltretutto, è molto attento alla tutela personale, in quanto possiede una copertura assicurativa.

 

Ciò che emerge prepotentemente dall’analisi di questi dati è il fatto che, nonostante le condizioni di instabilità economica ed occupazionale per i neo-laureati, i giovani medici dimostrano una capacità di dialogo, entusiasmo e dedizione fuori dal comune. 

 

Noi del Graduates Chronicle, a tal proposito, ci sentiamo di offrire una possibile ragione per cui, tra le nuove generazioni, vi sembra esserci più empatia.

 

Il periodo storico non è dei migliori, stiamo vivendo un processo di transito dopo lo tsunami economico che ci ha investito, ormai, da quasi 8 anni. Esiste un bicchiere mezzo pieno in un contesto tanto difficile? sì, ed è rappresentato dalla generosità e dalla fratellanza di persone, associazioni e professionisti i quali, insieme, cercano giorno dopo giorno di rendere il mondo un posto migliore. 

 

E, considerando che i medici svolgono il compito più arduo di tutti, ovvero quello di salvaguardare la vita umana, i neo-laureati in medicina sono il simbolo per eccellenza di un futuro più sano e più sicuro.

 
 
 
 

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