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Marco Pannella, il portavoce della libertà

Pannella

 

“Ci sono momenti, nella storia politica o delle persone, in cui occorre scegliere se non si vuole essere scelti dalle cose e dagli altri”

 

Nella giornata di ieri, giovedì 19 maggio, a causa di un tumore ai polmoni ed uno al fegato, è deceduto Marco Pannella.

 

Nato a Teramo il 2 maggio del 1930, lo storico fondatore del Partito Radicale si è battuto per oltre 60 anni al fine di rendere l’Italia un Paese liberale, egualitario, lontano dalle logiche istituzionali del tempo.

 

Socialista, radicale, anticlericale, antimilitarista e non violento, Pannella si è contraddistinto, nel corso della sua vita, per l’enorme sforzo compiuto in nome di tutte quelle riforme che, oggi, ci concedono un grado di libertà personale e sociale le quali, altrimenti, non avremmo mai avuto.

 

La legge sul divorzio, la campagna contro la fame del mondo, i referendum anti-caccia, anti-nucleare e sulla procreazione assistita: il Partito Radicale, attraverso l’impegno del suo fondatore, ha veicolato la voce delle migliaia di persone che, dagli anni 50 in poi, si sono trovati in condizioni di vita fragili, sotto la soglia minima della povertà.

 

L’obiettivo era quello di creare, appunto, un mondo più naturale e più sano avente come principale valore la libertà personale di ciascun individuo.

 

Non deve passare inosservata, a proposito della tutela delle persone, la proposta anti-guerra in Iraq: nel 2003, ideò una sorta d’esilio e salvacondotto per Saddam Hussein, il dittatore iracheno che governò dal 1979 al 2003.

 

Anche in quell’occasione, Pannella era stato lungimirante: combattere il Medio-Oriente avrebbe significato la nascita di gruppi indipendenti mossi da un vero e proprio odio nei confronti dell’occidente.

 

Ebbene, a 15 anni da quella proposta, la profezia è diventata realtà: l’occidente invase l’Iraq, Saddam venne condannato a morte e il Paese fu protagonista di una vera e propria guerra civile. Questo comportò non soltanto la reazione dei Paesi “amici” dell’Iraq, ma diede adito alla formazione di sistemi terroristici (tra i quali lo stesso Isis) che terrorizzano, giorno dopo giorno, le principali metropoli europee.

 

Amante della contro-politica, Pannella ha sempre creato malumori all’interno delle istituzioni.

 

Non credo nelle ideologie. L’ideologia te la fai tu con quello che ti capita, a caso soleva affermare.

 

Il senso è chiaro: non importavano le formazioni politiche e le basi teoriche alle loro spalle, bensì il lavoro che si doveva svolgere per i cittadini.

 

A causa di ciò, il leader dei radicali venne più volte criticato come “volta gabbana”, essendo passato dall’alleanza con il Partito Comunista senza mai pregiudicare il polo opposto, determinato dalla Destra Sociale (MSI) e da Forza Italia.

 
Da oggi, Marco Pannella, oltre a rappresentare un simbolo di libertà e giustizia, verrà ricordato per il suo sacrificio costante e per gli innumerevoli scioperi della fame in nome di quelle riforme in cui credeva. Tra questi, il più duraturo avvenne nel 2011: 3 mesi senza cibo, nutrendosi esclusivamente di liquidi, al fine di attrarre l’attenzione verso l’amnistia contro le condizioni becere dei detenuti nelle carceri italiane.
 
Un uomo, prima che un politico. Un condottiero, prima che un riformista. Imprevedibile, anche poco prima della sua morte, pronunciando le sue ultime parole: “Abbiamo vinto noi”.

 

 

 

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