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Generazione Millenians: gli ottimisti del futuro

Millenians

 

Reputation Leaders, nota società di consulenza internazionale, ha condotto una ricerca sulla generazione Y, quella fetta di società rappresentata dai Millennials, ovvero i ragazzi nati a cavallo tra il 1980 e il 1995.

 

Il sondaggio, ripreso ed elaborato da ManPowerGroup e che ha visto la partecipazione di oltre 19 mila cittadini provenienti da tutto il mondo, ha avuto come obiettivo quello di verificare le condizioni e le aspirazioni lavorative di questa generazione, per così dire, di passaggio, dai “mitici anni 90′” all’era dei Digital Native.

 

I risultati, nonostante le aspettative, sono più che positivi.

 

Innanzitutto, il dato che maggiormente salta all’occhio è l’interpretazione che gli intervistati danno rispetto alla crisi economica che ha colpito l’Italia nel 2008 e che, quindi, li obbliga sostanzialmente a lavorare oltre i 65 anni: per loro si tratta di un opportunità.

 

Sì, un’opportunità, avete letto bene: quasi tre quarti dei Millennials, nonostante abbiano un lavoro full-time a tempo indeterminato, sono stufi della loro quotidianità e pronti al cambiamento.

 

Sembra un paradosso, ed invece è tutto vero: i ragazzi nati negli anni 80′, ad esempio, affermano di essere pronti a cambiare completamente la logica del proprio mestiere, scommettendo su lavori autonomi, freelance o impieghi occasionali. 

 

Ma da dove deriva tutta questa sicurezza? Secondo i risultati del sondaggio, la voglia di cambiamento e la “sfrontatezza” della generazione in questione deriva dall’attenzione costante che essa dedica all’istruzione.

 

Essere costantemente aggiornati sul mondo della formazione, secondo i Millennials, significa aprire le porte al successo, sia dal punto di vista lavorativo che economico.

 

Questa consapevolezza, come si legge dall’analisi condotta, veicola l’idea che “è sicuro che se domani venisse a mancare la sua principale fonte di reddito potrebbe trovare un lavoro altrettanto buono o addirittura migliore nel giro di tre mesi“.

 

Insomma, da quanto emerge dal sondaggio (ma non solo, basti pensare ai migliaia di ragazzi/e che, pur di essere preparati, studiano di giorno e lavorano di notte), le nuove generazioni hanno costruito una spina dorsale tale per cui riescono a sopportare il peso delle condizioni economiche attuali, convinti del fatto che, in un modo o nell’altro, coltiveranno i propri sogni.

 
 
 
 

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