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Generazione Millennials: quando stare a casa diventa uno stile di vita

stare a casa

 
 

Il New York Post ha pubblicato un articolo incentrato sulle abitudini e la cultura del cosiddetti “Millennials“, ovvero quella parte di cittadini nati a cavallo tra il 1985 e il 2000.

 

In particolar modo, il noto portale statunitense si è soffermato su un elemento, a nostro parere, molto importante, un’abitudine che contraddistingue questa generazione dalle precedenti: la sedentarietà.

 

Sembrerebbe, infatti, che i giovani d’oggi siano sempre più portati a passare le serate in casa e ad avere meno interazioni reali passando ore ed ore dinanzi ai social network e alle piattaforme On-Demand.

 

Sotto questo punto di vista, colossi come Netflix, Sky e Premium partecipano, seppur indirettamente, alla situazione sopra descritta. I servizi On-Demand rappresentano il presente ed il futuro della società, un nuovo modo di fare “televisione”. 

 

La generazione dei Millennials, oggi, non guarda più i canali tradizionali, bensì crea il proprio palinsesto personale in base alle necessità del momento.

 

Ciò significa, appunto, accettare di sacrificare serate tra amici  e passare il tempo libero comodi sul divano con il proprio device, qualunque esso sia.

 

Ora, al di là della realtà dei fatti, bisogna analizzare le cause che stanno alla base di un comportamento apparentemente apatico nei confronti delle relazioni umane.

 

Gli anni 70-80, d’altronde, erano considerati il must del divertimento, compagnie composte da 10-20 persone che si spostavano di volta in volta alla ricerca di un’avventura.

 

Oggi non è più così, perchè? 

 

Sostanzialmente, secondo un ragazzo che ha risposto all’articolo in questione, le ragioni principali sono:

 

  • La mancanza di denaro, per cui non si è più in grado di uscire e spendere soldi in serate e discoteche.
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  • La volontà di non correre rischi: i Millennials vivono un periodo storico particolare, dettato dall’11 settembre e dalla formazione di gruppi terroristici. Sembra un luogo comune, ma in tanti fanno un ragionamento di questo tipo.
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  • La stanchezza della giornata: la vita, oggi, è più frenetica di ieri. Il mondo corre e i giovani devono stare al passo con i tempi per non restare indietro e perdere opportunità. Dunque, si arriva a fine giornata stravolti e l’ultima cosa a cui pensare è l’uscire dalla propria dimora.
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Al di là di tutte le considerazioni, affermare che comportamenti di questo tipo siano giusti o sbagliati non rende l’idea del cambiamento culturale: lo stress quotidiano è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni e le persone, per cercare di gestirlo, lo scaricano in diversi modi: c’è chi va in discoteca, chi passa una serata al bar con gli amici, chi sta a casa guardandosi un film.

 

Giusto o sbagliato? Nessuna delle due, semplicemente scelte di vita.

 
 
 

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