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Lavorare di meno, lavorare di più

lavorare di meno

 
 

Alcuni recenti esperimenti svolti a Goteborg, in Svezia, avrebbero dimostrato che lavorare 6 ore anzichè 8 aumenterebbe il grado di produttività dei dipendenti.

 

Conti alla mano, un impiego di 30 ore settimanali aumenterebbe del 20% la felicità delle persone (specialmente gli over 40) e, quindi, aumenterebbe vertiginosamente l’energia da spendere durante il proprio turno.

 

L’esperimento, come ci conferma il quotidiano “La Repubblica” è stato condotto nella casa di riposo Svartedalens, dove 68 infermiere hanno ridotto il numero delle ore lavorative pur mantenendo lo stesso salario. 

 

Ebbene, il risultato è stato più che soddisfacente: i ricercatori hanno concluso che i “soggetti”, oltre ad essere meno inclini (-2,8%) a richiedere giorni di permesso dall’impiego, hanno aumentato il grado di produttività del 64%, calcolata in base al rapporto con i pazienti della clinica.

 

Sul fronte delle critiche, la più incisiva resta quella legata all’aumento dei costi da parte dei Manager aziendale. 

 

Difatti, per sopperire al taglio dell’orario, la clinica ha dovuto assumere 15 infermieri in più. 

 

La domanda che tutti si pongono, dunque, è la seguente: lavorare di meno, con conseguente aumento di capitale umano, permette all’azienda di fatturare maggiormente rispetto ad una struttura tradizionale?

 

 

 

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