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Speciale Brexit: A rischio 1 miliardo per le Università

Nell’edizione odierna del Fatto Quotidiano si fa esplicitamente riferimento al contraccolpo che subiranno le Università del Regno Unito dopo l’uscita dall’Unione Europea.

Dire no all’Europa, di fatto, ha significato anche dire no ai finanziamenti erogati dalla Banca Centrale Europea.

A rischio ci sarebbero 1,2 miliardi di sterline, la cifra erogata ogni anno da Bruxelles a tutti gli atenei d’oltre Manica.

Secondo alcuni dati, per esempio, Cambridge (una delle strutture più famose in tutto il mondo), è destinata a perdere 66 milioni di sterline, con un impatto del 10% nei confronti del proprio fatturato annuale.

Ross Anderson, noto professore dell’istituto, ha fatto una stima a 360 gradi dell’impatto economico che si imbatterà sull’ateneo: oltre ai 66 milioni sopra citati, andranno aggiunti anche le perdite in termini di iscrizioni e attrazione, raggiungendo la cifra tonda di 100 milioni di sterline all’anno.

Il problema, aggiunge il quotidiano, riguarda anche la ricerca, settore nel quale l’Europa ha investito, tra il 2007 e il 2013, oltre 7 miliardi di euro.

Le conseguenze del crollo più grave nella storia recente della Gran Bretagna è presto spiegato: niente fondi = tasse di iscrizioni più alte = Brain Exit, ovvero la fuga di cervelli che, noi italiani, conosciamo bene.

Nel frattempo, all’interno del Parlamento Britannico, aspettando le dimissioni ufficiali di Cameron, il Labour chiede alcune garanzie per il futuro e il governo, per quanto in crisi, afferma come fino al 2020 non cambierà nulla.

 

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