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Unibo: la rivoluzione femminile

A partire da oggi giovedì 30 giugno, l’Università degli studi di Bologna inserirà i nomi di tutte le cariche ufficiali detenute dalle donne al femminile, creando così un unicum grammaticale nella storia del nostro Paese.

E’ la stessa Prorettrice dell’istituto, Chiara Elefante, a ricordare che le parole al femminile “sono grammaticamente, e non solo politicamente, corrette“.

“Una forbice che più si va verso i vertici più si allarga in modo allarmante” continua la dottoressa Elefante, “il maschile singolare per ruoli, cariche di autorità o prestigio non ha fondamento linguistico, ma solo culturale e sociale. Vogliamo contrastare il conservatorismo nella lingua per demolire stereotipi inconsci spesso introiettati dalle stesse donne”.

Un nuovo bilancio sociale, dunque, che non solo investirà il linguaggio contemporaneo ma che sta producendo risultati importanti anche sotto il punto di vista della parità di genere.

Ad oggi, infatti, ai livelli iniziali della carriera docente vi sono in Italia 460 ricercatrici contro 498 ricercatori. 

Un piccolo passo avanti per un’Italia più equalitaria.

 

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