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Università e borse di studio: un futuro spaccato a metà?

borse di studio

 
 

Dall’anno accademico 2016/2017 gli studenti universitari maggiormente in difficoltà potranno accedere in maniera più semplice alle borse di studio.

 

Attraverso il decreto del ministro Giannini, infatti, sono state elevate le soglie massime dell’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) e dell’Ispe (indicatore della situazione patrimoniale equivalente) rispettivamente a 23 e 50 mila euro.

 

Il problema, rilevato da Link-Coordinamento e riproposto da “La Repubblica”, riguarda il fatto che l’Italia sarà spaccata in due: il nord funzionante e all’avanguardia, il sud fermo ed inadeguato.

 

Il motivo è presto spiegato: i contributi per il diritto allo studio verranno erogati direttamente dalle Regioni che riescono ad adeguarsi al suddetto decreto varato lo scorso 23 marzo.

 

Ad oggi, infatti, solo Emilia Romagna, Piemonte, Lazio e Abruzzo hanno emanato la delibera regionale a cui, nei prossimi mesi, si aggiungeranno Marche, Lombardia, Puglia, Campania e Friuli.

 

Per quanto riguarda, invece, Sicilia, Sardegna, Calabria, Molise e Liguria, ancora non si hanno novità. 

 

Il rischio è quello di un costante spostamento di migliaia di studenti meridionali verso le regioni del Nord, aumentando così quella forbice di benessere che, da anni, divide l’Italia in due stati diversi.

 
 

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