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Fuga di cervelli? la Spagna supera l’Italia

Quando parliamo di “fuga di cervelli“, quasi sempre ci riferiamo ai nostri connazionali che, per motivi politici, tecnici, lavorativi, scappano dall’Italia per trovare fortuna altrove.

In realtà, il processo di emigrazione in Paesi più avanzati dal punto di vista economico e che, quindi, garantiscono maggiori possibilità di successo, ha colpito e colpisce tutt’oggi altri Stati facenti parte dell’Unione Europea.

Tra questi, protagonista assoluta è la Spagna, il peggior Paese (fatta eccezione per la Grecia) dal punto di vista della disoccupazione: 22,7%, di cui il 42,7% giovanile.

Alla luce dei dati sopra descritti, pare quasi automatico un tentativo di “fuga” oltre confine.

El Pais.com, noto portale spagnolo, ha mostrato un grafico che presenta il numero di persone che emigrano altrove: un’incremento costante, che ha toccato, nel 2015, una quota di circa 99 mila persone.

Ma quali sono le mete preferite dagli hombres e dalle mujeres?

Al primo posto in assoluto, quasi per uno scherzo del destino, c’è proprio la Gran Bretagna (12.263), che da Venerdì scorso non fa ufficialmente più parte dell’Unione Europea, trasformandosi così in un problema grave da risolvere per non essere considerati “extra-comunitari”.

Seguono, sul podio, Francia (9.892) e Germania (9.536).

Dunque, il virus della fuga di cervelli ha iniziato a diffondersi anche oltre i confini Italiani.

La causa? Mancanza di lavoro e di prospettiva, grandi temi su cui l’Unione Europea deve iniziare seriamente a discutere, cercando di fermare un fenomeno di emigrazione unico nella storia del nostro continente.

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