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Holacracy: un’azienda senza capo

Il concetto di Holacracy, termine ideato dal programmatore Brian Robertson rappresenta un nuovo panorama nel lavoro aziendale, un’idea secondo cui, al posto del tradizionale albero gerarchico, tutti gli impiegati hanno la responsabilità assoluta della propria mansione.

In termini pratici, si tratta della sostituzione della piramide con un cerchio, dove i risultati vengono ottenuti attraverso l’aiuto concreto di tutti.

Robertson, nel suo libro intitolato “Holacracy: The new management system for a rapidly changing world” si rifà alla teoria degli oloni, ideata dal filosofo Arthur Koestler, che indica qualcosa che è allo stesso tempo un intero e una parte.

Nel mondo esistono, ad oggi, almeno 300 aziende che credono in questo progetto innovativo.

Caso emblematico è quello della piattaforma online di Zappos, negozio online di scarpe sponsorizzato da Amazon, che ha formalmente delineato una nuova strategia basata sulla collaborazione, lasciando la libertà ai propri dipendenti se scegliere di restare o abbandonare l’impresa.

In Italia, una bozza di questa tipologia viene utilizzata dall’azienda Breton di Castello di Godego, nel trevigiano, una società che si occupa di produzione di macchine e impianti per la lavorazione della pietra naturale.

Claudio Saurin, uno dei manager dell’azienda, paragona i due modelli di lavoro alla musica:

Nella prima c’è un direttore al centro e un certo numero di strumentisti ai suoi comandi, mentre nel secondo i musicisti diventano a turno registi e gregari dei colleghi. Si ottiene una responsabilità orizzontale condivisa e una identità di obiettivi che si coniuga con un’ottima capacità di adattamento alle variabili”

I risultati, inoltre, hanno confermato il nuovo modello: 670 addetti, 185 milioni di euro l’anno di fatturato.

 
 
 
 
 

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