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L’eterna guerra contro lo stress quotidiano

La settimana appena passata è stata contraddistinta ancora una volta da eventi terribili: prima l’attentato presso l’aeroporto di Istanbul, dove hanno perso la vita 42 persone poi, come se non bastasse, il blitz nel Bangladesh, in un caffè di Dacca, dove sono stati ammazzati 9 connazionali italiani poiché non conoscevano il corano.

Ovviamente, tutta la redazione del Chronicle ci tiene a fare le più sincere condoglianze verso le famiglie delle vittime, che si sono viste cambiare la propria realtà nell’arco di pochi minuti, forse secondi.

Tuttavia, lungi da me veicolare un’opinione riguardo il clima internazionale e l’ormai eterno scontro tra Occidente e Medio-Oriente, è di vitale importanza tenere a mente un concetto ben preciso: vivete, anzi, viviamo la nostra quotidianità senza avere paura o, per meglio dire, cercando di affrontarla nella giusta maniera.

Proprio stamattina, mentre raggiungevo la redazione per iniziare una nuova settimana di lavoro, leggevo un interessante articolo che, contestualmente parlando, elencava tutta una serie di “esercizi” utili a ridimensionare lo stress in tutte le sue dinamiche.

Ma innanzitutto, che cos’è lo stress scientificamente parlando?

Secondo l’enciclopedia di Google, in medicina esso rappresenta ogni causa (fisica, chimica, psichica, ecc.) capace di esercitare sull’organismo, con la sua azione prolungata, uno stimolo dannoso, provocandone di conseguenza la reazione, che può svilupparsi in una semplice agitazione sino a portare vere e proprie patologie psico-fisiche da identificare con cura.

Ora, l’ansia e lo stress fanno parte di ogni essere umano e non porta solo a danni. Si pensi, per esempio, all’attenzione che si pone quando si attraversa la strada, oppure la preparazione per un esame universitario. Se non esistesse in noi questa sorta di “agitazione e prevenzione”, non avremmo alcun tipo di interesse, o meglio, banalmente, ce ne fregheremmo di tutto. Della serie, investitemi pure, bocciatemi all’esame ecc ecc.

Come affermavo poc’anzi, sull’applicazione Inews della Apple vi sono alcuni consigli da seguire per trovare una sorta di equilibrio interiore:

  • DECIDERE DI STARE BENE: scegliere lo stato d’animo, le emozioni e i sentimenti che si vogliono provare. Questo implica smettere di far dipendere la propria felicità in base alla valutazione del prossimo.
  • CURARE IL PROPRIO EQUILIBRIO: Corpo e mente devono essere “allineati”. Ciò significa, da un lato, recepire i segnali che il proprio organismo invia, quali per esempio il senso dell’appetito, del riposo, dell’allenamento; dall’altra, stimolare la mente per mantenerla attiva attraverso relazioni interpersonali, attività, curiosità.
  • SENTIRSI RESPONSABILE: Necessariamente, bisogna abbandonare l’abitudine di attribuire a circostanze esterne i tuoi risultati, siano essi positivi o negativi. Ciò significa ragionare con lucidità, porsi i propri obiettivi ed operare scelte consapevoli del fatto che, in un modo o nell’altro, ci saranno delle conseguenze.
  • CHIUDERE I CICLI ESAURITI: Testualmente “ogni situazione che non ti soddisfa più, ti ruba un sacco di energie, ti impedisci di progredire e ti destabilizza. Affronta i cicli esauriti mano a mano che si presentano senza considerarti una fallita”. E’ finita, stop. Ed è tempo di voltare pagina, pronto ad accogliere una nuova opportunità.

Questi quattro punti, se ci si riflette bene, rappresentano una sorta di “difesa-attacco” nei confronti della vita stessa.

Ecco perché l’incipit sugli attentati di settimana scorsa. Non bisogna aver paura di affrontare la realtà, bensì considerarla nella giusta maniera consapevole dei rischi e dei benefici che essa comporta, tanto a livello fisico quanto a livello emotivo.

D’altronde, se vivessimo all’interno di una cupola di cristallo, difesi, sicuri e separati dal mondo esterno, che gusto ci sarebbe?

 

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