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Remove “Not” from “I can not”

Ed eccoci qua, per l’ultimo editoriale della stagione.

Lungi da me turbarvi la giornata con mattonate esistenziali, preferirei soffermarmi su alcuni punti fermi che, a mio parere, sono degni di nota.

Breve spoiler: non parlerò di quanto accaduto in Germania, non per ignoranza, ma semplicemente per il fatto che, forse, considerando quello che succede in tutto il mondo, è bene ricordare anche il bene che c’è in questa società, ciò per cui, ogni mattina, vale la pena alzarsi e vivere la giornata nel miglior modo possibile.

Iniziamo dall’interno: lavorando in una redazione dinamica come la nostra, mi sono reso conto come le persone abbiano la capacità di farsi da sé. Non è facile, ovviamente: bisogna essere volenterosi, compiere diversi sacrifici, lottare, come afferma Al Pacino in uno dei più bei film della sua epoca, “per quel centimetro”.

Della serie: se lo Stato non ti aiuta, non piangerti addosso. Combatti, perchè puoi comunque prenderti le tue soddisfazioni. E, ve lo assicuro, vi sentirete forti, concentrati, sicuri di sè.

Siamo pochi, ma lavoriamo per molti. Sia a livello interno, dividendoci i vari compiti che dobbiamo svolgere, sia a livello esterno, fornendo un supporto (editoriale e di ricerca e selezione) unico nel suo genere, in tutto il mondo.

Entrare a far parte di un ambiente “fac-simile”, in cui vige il motto “uno per tutti e tutti per uno“, rende possibile quel principio secondo cui il popolo si fa Stato da solo: non abbiamo bisogno di nessuno al di là di noi stessi e dei principi fondamentali di fiducia e comprensione dell’altro.

Ed ecco che, allora, uscendo dai nostri uffici, si vedono cose che, attraverso i telegiornali, oramai diventati bollettini di guerra, sfuggono ai più: si pensi alle associazioni di volontariato, all’empatia che tante persone, davvero tante, hanno nei confronti dei più deboli, offrendo un pasto caldo, qualche moneta per comprare da mangiare, una coperta.

Fidatevi, anche se non sembra, di persone buone in questo mondo ne è pieno.

Che ci siano cose da migliorare, è ovvio: ma questa è un’affermazione che vale per tutte le epoche e che lascia un po’ il tempo che trova.

Non si aggiusta il mondo se prima non si “aggiusta” l’essere umano. E la sensibilità, di questi tempi, sta prendendo il sopravvento rispetto a tutto il resto.

Ci pensavo proprio questa mattina, vedendo la metro di Milano piena nonostante siamo già al 25 di luglio: le persone sono fatte così, hanno voglia di fare e di rendersi conto di quanto possano valere. Nella maggior parte dei casi s’intende, non tutte le ciambelle escono col buco.

Il miglior esempio che mi viene alla mente è rappresentato dal primo maggio dell’anno scorso, all’apertura di Expo e al movimento NO-EXPO che ha sporcato alcune delle più belle zone di Milano: il giorno seguente, senza alcun tipo di direttiva da parte del comune, i cittadini Milanesi hanno preso scopa e paletta e, nell’arco di 24 ore, hanno ripulito la città eliminando ogni riferimento a quanto accaduto poche ore prima.

Per non tediarvi oltremodo, ecco una breve frase che, forse, tutti dovrebbero tenere a mente: “remove not from i can not“. Si può ottenere tutto, a questo mondo. Bastano spirito di sacrificio, forza di volontà e un pizzico di spavalderia.

Noi, di Future Manager, siamo fatti così.

 

 

 

 

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