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Risotto al pesto di verdure con olive

Mi chiamo Mino, ho 22 anni e quando avevo 16 anni ho capito che se lasci troppo tempo il pentolino del latte sul fuoco, il latte si brucia, fa schifo e per lavare il pentolino ci impieghi circa due ere geologiche. Per non incorrere più in questo errore, ho smesso di bere latte.

Quando dalla mia terra natia, la Puglia, mi sono spostato verso la grande Mediolanum, ho capito che se volevo sopravvivere dovevo fare qualcosa di più che aprire il tonno in scatola e mangiarlo dalla lattina (per non sporcare piatti, si sa).

Così mi sono messo ai fornelli.

Dopo anni passati al telefono con mia mamma a chiederle qualsiasi istruzione culinaria (ancora non ho capito qual è la proporzione di tuorli e zucchero per una buona crema pasticcera), finalmente mi sono messo ad inventare ed ora, ogni tanto, è mia mamma che chiede come ho fatto un piatto.

Soddisfazioni.

Abbiamo messo in chiaro che io di cucina non ne capisco una mazza. Non ho studiato nulla che fosse inerente alla cucina, e non sono qui ad insegnare niente a nessuno. So solo che cucino un po’ a caso, ogni tanto rido guardando Masterchef e capisco pure che per fare un uovo in camicia l’acqua deve sobollire. Ah e poi mangio i miei piatti e sono buoni.

Oggi, vi presento il mio Risotto al pesto di peperoni verdi, zucchine, pomodoro San Marzano e basilico mantecato al pecorino con taggiasche piccanti.

Ingredienti per quante persone ti pare:

  • Fai tipo un pugno di riso a testa + un altro pugno (perchè non si sa mai) di riso carnaroli (e tutti si chiedono: ma perchè  devo prendere un riso specifico? E io ti dico che a mie spese ho imparato che il riso carnaroli, quando lo cuoci, si gonfia ma mantiene comunque il chicco bello sodo)
  • Zucchine e peperoni verdi in egual misura
  • Pochi pomodori San Marzano
  • Basilico come se non ci fosse un tra poco
  • Pecorino romano (e prendi il pezzo di formaggio, non comprarlo grattugiato, altrimenti non sai che compito dare al coinquilino maldestro che se tocca una pentola esplode la caldaia)
  • Olive taggiasche piccanti
  • Vino bianco per sfumare
  • Brodo

Procedimento:

Prendi i peperoni, le zucchine e i pomodori e tagliali un po’ come ti pare, in generale sappi che più tagli piccole le cose, prima si cuocciono, quindi fai te. Non è importante fare un taglio fico della verdura, perchè tanto poi frulliamo tutto.

Prendi una bella padellona e mettici un filo (di 2 metri) d’olio e uno spicchio d’aglio in camicia, lascia imbiondire l’aglio e toglilo, altrimenti non lo trovi più, la tua tipa se lo mangia e addio bacini per 3 giorni. A questo punto buttaci dentro gli ortaggi verdi e falli soffriggere bene, successivamente aggiungici il San Marzano, una tazzina da caffè d’acqua tiepida e lascia andare il tutto senza coperchio perchè abbiamo bisogno che l’acqua evapori piano piano.

Nel frattempo metti su il brodo. Controversia: come lo facciamo noi universitari il brodo? Risposta: come ci viene. Quindi il brodo fallo come te pare, sappi solo che il brodo di dado fa schifo perchè è pieno di glutammato ma è veloce, mentre il brodo de tu mamma bello saporito di verdure è lungo, ma è più buono e salutare, oltre al fatto che ci puoi mettere tutte le spezie che vuoi. Fai tu.

Messo su il brodo, lascialo sobollire. Spegni il sugo e toglilo dal fuoco. Prendi una pianta intera di basilico, raccogli un casino di foglie, lavale e tienile da parte. Ora viene il bello. Quale attrezzo hai in casa? Frullatore? Mortaio? Usa quello che ti pare. Il concetto è questo: prendi il sugo, prendi un botto di basilico, olio, sale e pepe q.b. e frulla tutto insieme. Il risultato dev’essere una bella crema saporita che mangeresti sul pane.

Adesso è il momento del risotto. Filo d’olio, spicchio di cipolla (ti prego non tritarla, la mettiamo a soffriggere e poi la togliamo, dai), e butti il riso a tostare. Tempo che diventa biondo e ci spruzzi un bel bicchiere di vino bianco (che spero sia fresco altrimenti tu che ti bevi mentre aspetti?), lasci sfumare e vai col primo mestolo di brodo.

Ora, il metodo per fare bene un risotto è non allontanarti mai da lui e girarlo seeeeeempre, lentameeeeeente a fuoco basso. Ogni tanto un mestolo di brodo quando s’asciuga il riso e via così, per circa 20/30 minuti puoi bere il restante vino bianco suddetto e pensare alla vita mentre ti perdi nel vortice del cucchiaio di legno che gira il riso.

Dopo circa due vite feline che stai girando il risotto, assaggialo: noterai che sarà circa a 3/4 di cottura, quindi è il momento di iniziare ad assemblarlo!

Aggiungici tutto il pesto precedentemente messo da parte, fallo incorporare bene e assaggia di nuovo, così da capire come aggiustarlo di sale. Continua fino a fine cottura e spegni il fuoco.

A questo punto prendi il tuo amico che è stato tutto questo tempo a grattugiare il pecorino e chiedigli se, senza fare danni, può passartelo, quindi aggiungi qualche cucchiaio di formaggio nel risotto e mescolalo per mantecarlo (si manteca sempre fuori dal fuoco, il motivo non lo so, ma l’ho sentito da Barbieri).

Ed eccoci qui, pronti ad impiattare!

Prendi il piatto dell’IKEA più bello che hai, mettici qualche mestolo di risotto un po’ a caso, a questo punto prendi il piatto con una mano ben saldo, e con l’altra mano da’ dei colpetti assestanti sotto al piatto. Noterai che il risotto si sistema solo solo bello omogeneo. Prendi le olive, privale del nocciolo e spargile sul risotto, completa con una bella foglia di basilico e buon appetito!

5 Comments

  1. Anonimo

    non ho un piatto IKEA bello. Come posso fare per impiattare?

  2. Mino Punzi

    Secondo me anche se impiatti direttamente in mano fai bella figura, oppure usa un sottovaso

  3. Cira

    E sei pure tanto simpatico Mino… Mi immagino la tua faccia mentre lo spieghi 😀😀😀

  4. Mino Punzi

    Ahahahahah! Grazie Cira!

  5. Anonimo

    ahahaha OK!

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