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Business ≠ Denaro

Ecco un’interessante riflessione di Manuela Bellani, Responsabile Commerciale di Future Manager Recruitment:

Non fraintendetemi, da che mondo e mondo l’obiettivo ultimo del contesto economico, sia esso composto da piccole, medie e grandi aziende, è quello di fare profitto.

Giustissimo e indiscutibile, ma che cosa consente alle aziende e alle persone che vi lavorano di andare avanti e di impegnarsi, nonostante il momento di difficoltà nel quale il mercato sembra aver perso la sua bussola?

Nel 1931 Abert Einstein nel suo libro “Il mondo come io lo vedo” disse:

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lot- tare per superarla”.

D’accordo con Einstein mi ritrovo a pensare, come giovane neolaureata all’inizio della sua attività professionale, che il vero business non sta nel denaro, il quale è da intendersi come fine ultimo, bensì nelle relazioni che a loro volta generano valore.

Se pensiamo al concetto di capacità imprenditoriale, intesa come la capacità di un soggetto economico di riconoscere e cogliere le opportunità esterne e di sfruttarle in modo tale che i prodotti finali possano essere venduti ad un prezzo superiore al loro costo di produzione, ci rendiamo conto che ciò che genera un’opportunità, e il sentore che consente a un individuo di riconoscerla come tale è la relazione interpersonale.

Senza di essa non esisterebbe il passaggio di informazioni, e senza informazioni non esisterebbero le opportunità senza le quali non esisterebbe lo sviluppo. Riconoscere un’opportunità non è affatto semplice come sembra, inoltre, ciò che peggiora ulteriormente la situazione è il fatto che negli ultimi anni imprenditori, collaboratori e persone alla ricerca di un lavoro, etc. sono tutti i giorni continuamente bombardati di notizie tutt’altro che rosee.

Sentire e leggere ogni singolo giorno di fatti negativi di fenomeni economico-sociali, mette a durissima prova lo stato emotivo di chiunque, neo e giovani laureati, disoccupati, imprenditori etc. Il mio intento nello scrivere questo articolo non è quello di banalizzare la situazione o di giudicare le scelte o le affermazioni di qualcuno, ma è quello di informare i lettori di questo mensile che a volte è opportuno, per il bene di noi tutti, creare dei filtri che consentano di affrontare in maniera più sicura e grintosa l’aura negativa che ci circonda, mettere da parte il cinismo indotto dall’esterno e dare spazio alle relazioni, alle idee, ai progetti.

Chi l’ha detto che il business sia dato solo dal denaro? Non ne siete convinti?

Ragioniamoci insieme: Una logica semplice, reale e soprattutto oggettiva. Sono le relazioni e il capitale umano a creare valore economico, non il denaro in sé. Alla base della relazione vi è l’individuo e l’individuo è l’unico detentore di un proprio background. Tale background si costruisce sulla base di esperienze formative, personali, professionali, che costituiscono il potenziale di una persona.

Tale potenziale differisce da persona a persona, ecco perchè quando persone diverse entrano in relazione si innesta il circolo virtuoso sopra descritto. È il valore aggiunto di ogni persona a fare la differenza. Ecco perché credo che il business non sia generato dal denaro, ma dalle relazioni, il cui risultato è la creazione di valore che porta al profitto.

È sul nostro potenziale che dobbiamo concentrare i pensieri, non sugli effetti negativi della crisi!

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