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Reinventarsi il lavoro

Come sappiamo, oggi la disoccupazione giovanile è stabile al 37%, il che significa che una buona parte di ragazzi/e volenterosi non riescono a trovare un lavoro che, per lo meno, soddisfi i requisiti per cui hanno studiato durante l’intero arco dell’adolescenza.

D’altro canto, tuttavia, questa fetta così importante della popolazione è dotata di una qualità unica nel panorama europeo: la creatività.

L’italia, come afferma il Sole 24 Ore, è infatti al primo posto per autoimprenditorialità.

Voglia di mettersi in gioco, dimostrare il proprio valore, vivere secondo il principio “sì, io ce la posso fare” sono tutti ingredienti unici che rendono la nostra generazione capace di adattarsi a orari di lavoro “asociali”.

Ecco che, per esempio, c’è chi, pur di terminare gli studi, apre la propria paninoteca il sabato e la domenica, lavora come barista tutte le sere, e così via.. 

Michele Pasqualotto, ricercatore di Datagiovani, afferma che “la maggiore attitudine a lavorare i sabati e le domeniche piuttosto che di sera evidenzi la volontà di sacrificare tempo libero per avere più opportunità e non pesare sulle spalle dei genitori».

Niente più “choosy”, insomma, ma adulti che combattono per una vita indipendente. 

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